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Breve sunto del libro d’Isaia

John Nelson Darby

Il Dispensatore, 1887


Indice:
  1. Capitoli 1-35 1.1 Capitoli 1-12 1.2 Capitoli 13-27 1.3 Capitoli 28-35 2. Capitoli 36-39 3. Capitoli 40-66 3.1 Capitoli 40-48 3.2 Capitoli 49-57 3.3 Capitoli 58-66

 
Ci sono due categorie di profeti: i primi, di cui Isaia fa parte, profetizzano quando Israele è ancora riconosciuto da Dio come il Suo popolo; i secondi quando non è più riconosciuto. L’Assiro è il grande nemico menzionato nella prima categoria, mentre Babilonia e le Bestie occupano la seconda (vedere per esempio Daniele, Zaccaria). In questa seconda categoria, Israele non è più chiamato il popolo di Dio, se non profeticamente, quando si tratta del millenio. Ma nonostante questo, dei profeti sono suscitati per ricondurre il popolo quando si è allontanato dall’Eterno.

Il libro d’Isaia si divide in due grandi parti distinte fra loro: la prima comprende i capitoli 1-35, che precedono la storia d’Ezechia (la quale è svolta nei capitoli 35-39), la seconda comprende i capitoli 40-66, che fanno seguito. Queste due parti differiscono interamente di carattere: nella prima troviamo una storia dettagliata dei Gentili, giudicati allora col mezzo di Nabucodonosor, e, per il futuro, d’un giudizio molto più terribile; la seconda è una lunga discussione con Israele riguardo ai suoi peccati, con l’affermazione che, malgrado tutto, la bontà dell’Eterno gli accoglierebbe alla fine.

Ognuno di queste due grandi divisioni presenta delle suddivisioni che indicheremo qui appresso.

1. Capitoli 1-35

1.1 Capitoli 1-12

- I capitoli 1-4 sono una prefazione nella quale il Signore rimprovera ad Israele di averlo dimenticato; ma il capitolo 1 contiene nello stesso tempo una promessa di liberazione: i ribelli ed i peccatori saranno tutti quanti fiaccati, ma vi sarà un rimanente.
. Capitolo 2. Dio esalterà la casa di Giacobbe e Gerusalemme negli ultimi giorni; i popoli saliranno ad essa; ed il giudizio sarà il mezzo per compiere questa promessa. Il paese è ripieno d’argento, d’oro e di idoli; ma Dio giudicherà tutto cominciando dal Suo popolo, il che prova che giudicherà le nazioni.
. Il capitolo 3 entra nei particolari di tutta la vanità, del lusso, delle iniquità che provocano il giudizio.
. Il capitolo 4 introduce Cristo e la benedizione finale.

- Capitoli 5-6. Troviamo lì due principi, secondo i quali Dio giudica il Suo popolo, principi tanto veri per i Gentili e per la Chiesa esteriore, o Cristianità, come per Israele, al quale si applicano direttamente.
. Il capitolo 5 presenta innanzi tutto ciò che Dio stesso aveva stabilito (ciò che aveva fatto per Israele, la sua vigna).
. Il capitoli 6 ci rivela un altro principio di giudizio. Non si tratta più di domandare se si è scaduto dalla prima benedizione, ma se si è pronto ad incontrare il Signore, l’Eterno. Il Signore degli eserciti si manifesta agli occhi d’Isaia, ed il profeta dice: «Guai a me!» — Questo Geova era Cristo stesso. Uno dei serafini purifica la bocca del profeta, che allora dice: «Eccomi;» indi pronunzia il giudizio su Israele. Nel Salmo 74:9 è detto: «Non c’è più profeta, né chi tra noi sappia fino a quando», nessuni che sappia contare sulla fedeltà di Dio verso il Suo popolo; e qui il profeta dice: «Fino a quando, Signore?» Egli è la bocca dell’Eterno per pronunziare il giudizio, ma nello stesso tempo rappresenta la fede che fa assegnamento sulla Sua fedeltà. Dio gli risponde annunziando che vi sarà un rimanente.

- Capitoli da 7 a 9:6. Nel capitolo 7 si tratta della venuta di Cristo. Nei giorni di Achaz, il re di Siria ed il figlio di Remalia salgono contro Gerusalemme; il popolo ne è commosso, e l’Eterno gl’insegna ciò che doveva avvenire. Annunzia che l’Assiro distruggerà tutto, tanto la Siria che i dieci tribù. Isaia va incontro ad Achaz con Sear-Iasub (il residuo ritornerà), incoraggia il popolo quanto alla Siria e ad Efraim, ed intanto ordina ad Achaz di domandare un segno. Questi si rifiuta, ed allora il profeta dà il segno della Vergine che partorirà un Figlio. Quest’è la rispota di Dio. La profezia dichiara che l’Assiro verrà per distruggere Israele, ma nello stesso tempo annunzia la presenza del Cristo, prova positiva che Israele sarà ristorato. Emmanuele, Dio con noi, sarà là, mentre l’Assiro rovescerà ogni cosa nel paese.
. Tale è il soggetto del capitolo 8. Una volta che viene introdotto il Cristo, è Lui che diviene la risorsa. I versetti 11-15 parlano della Sua prima venuta. Il giudizio cade su Israele, ma il Signore è un santuario, l’Eterno è una pietra d’intoppo. Allora (v. 17-18) aggiunge: «Eccomi, con i figli che il Signore mi ha dati», mentre «il Signore nasconde la sua faccia alla casa di Giacobbe.» Lo stesso avviene ai nostri giorni (Ebrei 2). Poi ci viene presentata la miseria d’Israele, ma Cristo è sempre davanti l’occhio della fede.
. Nel capitolo 9:1-6, il profeta prende per punto di partenza il tempo in cui il Cristo sarà presente nel paese, per giungere al tempo del Suo ritorno; introduce la liberazione degli ultimi giorni, ed incoraggia il rimanente. Questi aveva il Cristo (v. 1-2), ma l’avrà di nuovo alla fine, quando ristabilirà il popolo nel godimento di tutte le promesse.


- Capitoli da 9:7 a cap. 12. Il profeta torna a parlare delle circostanze d’Israele, del suo orgoglio che resiste ai giudizi di Dio; menziona di nuovo Resin, come nel capitolo 7, e riprende la storia generale di quei tempi. I giudizi si succedono, e «con tutto ciò, la sua ira non si calma, e la sua mano rimane distesa» (versetti 11, 16, 20; cap. 10:4).
. Il capitolo 10:5-34, va fino al giudizio dell’ultimo giorno. Comincia con un appello all’Assiro (Guai all’Assiria!), il quale si vanta di tutto ciò che ha fatto, ma il Signore dice: «Ancora un breve, brevissimo tempo, e la mia indignazione sarà finita, la mia ira si volgerà a distruggere loro» (v. 25). Ciò sarà la fine dell’Assiro, ma ad un tempo sarà pure la liberazione del popolo (v. 27). La distruzione di Sennacherib, e, al principio della storia d’Israele, quella degli Egiziani, hanno una certa qual analogia con ciò. Negli ultimi versetti tutto è finito; l’Assiro (letteralmente Sennacherib) è distrutto (v. 28-32).
. Nel capitolo 11 troviamo tutte le benedizioni che derivano dall’esecuzione del giudizio; troviamo la felicità d’Israele sotto il regno di Cristo.
. Nel capitolo 12 Israele canta la liberazione.

Qui termina la prima suddivisione del nostro profeta, che riassumo in poche parole: Dopo i quattro primi capitoli, Dio parla dell’iniquità d’Israele, la sua vigna (cap. 5). Israele sarà devastato, eccetto un piccolo residuo che sarà salvato (cap. 6). Poi Cristo è introdotto; l’Assiro entra in scena; il popolo è rigettato; e Cristo ritorna con potenza, esercitando il giudizio finché la distruzione dell’Assiro metta fine all’indignazione (cap. 7-10). Infine viene proclamata la gioia d’Israele (cap. 11-12). — Fin qui abbiamo avuto la storia d’Israele.

1.2 Capitoli 13-27

Questa parte ci presenta il giudizio dei Gentili.

- Capitoli da 13 a 14:27, carico di Babilonia.
- Capitoli 14:28-32, carico dei Filistei.
- Capitoli 15-16, giudizio di Moab.
- Capitolo 17, giudizio di Damasco. Versetti 12-14, il giudizio dell’assemblea di tutte le nazioni, alla fine, accompagna quello di Damasco e di Edom.

- Capitolo 18. Questo capitolo è assai rimarchevole. Israele si trova nel mezzo di tutte queste nazioni che formano l’oggetto del giudizio; ed allora entra in scena il paese che si trova al di là dell’Eufrate e del Nilo (i fiumi di Cus, l’Etiopia), cioè una nazione che è più lungi che l’Egitto e l’Assiria, due paesi nemici d’Israele. Questa nazione riconduce il popolo giudaico nella sua terra. Ha l’aspetto di mettere dei germogli, apparentemente entra in possesso della Palestina, ma il giudizio cade su di lui d’un tratto; ed i Giudei, ritornati a casa loro, sono tutti insieme abbandonati ai gentili che vengono per calpestarli. Dopo l’esecuzione di questo giudizio, Israele ridiviene il popolo del Signore.
- Capitoli 19-20, giudizio dell’Egitto.
- Capitolo 21, un carattere speciale di Babilonia, giudicato.
- Capitolo 22, carico di Gerusalemme (non del popolo giudeo), quando l’anticristo ne avrà preso possesso.
- Capitolo 23, carico di Tiro.
- Capitolo 24, la terra d’Israele è tutta sconvolta; tutte le nazioni si radunano contro Gerusalemme, e là Dio le giudica; ma nello stesso tempo viene introdotta la benedizione. Egli visita (v. 21) i demoni in alto, i re sulla terra, e (v. 23) ci presenta la conseguenza di questo giudizio.
- Il capitolo 25 celebra, come nei capitoli 11-12, gli effetti del regno di Cristo, menzionato nel versetto 23 del capitolo precedente. Noi troviamo qui la benedizione dei Giudei, dei Gentili, e la risurrezione dei santi (v. 6-8). Le nazioni sono nella luce; i santi risuscitano: e l’obbrobrio dei Giudei è tolto.
- Capitolo 26, canto della liberazione.
- Nel capitolo 27 vediamo la distruzione di Satana.

1.3 Capitoli 28-35

L’Assiro arriva dal Nord.
- Nel capitolo 28 esso attraversa Efraim, il paese delle dieci tribù, poi (Capitolo 29) Gerusalemme, sotto il nome d’Ariel, e castiga il popolo che se n’è andato in Egitto. In ognuno di questi casi il Signore interviene.
- Nel capitolo 32 Dio stabilisce una dispensazione affatto nuova sulla terra, cioè il regno di Cristo.
- Nel capitolo 33 l’Assiro è colpito.
- Capitolo 34, il Signore mostra la Sua indignazione verso tutte le nazioni;
- E nel capitolo 35 vediamo la benedizione d’Israele.
Ciò mette fine alla prima parte d’Isaia.

2. Capitoli 36-39

Storia d’Ezechia.

Troviamo in questi capitoli due principi: la risurrezione e la liberazione dalle mani dell’Assiro. È Cristo risuscitato che effettua la liberazione.

3. Capitoli 40-66

3.1 Capitoli 40-48

Controversia di Dio con i Giudei (dopo l’allontanamento delle dieci tribù) a causa della loro idolatria, la cui sorgente è Babilonia.

Il capitolo 40 ci mostra ch’Egli consola il Suo popolo; e la controversia termina al capitolo 48 con queste parole: «Non c’è pace per gli empi, dice il Signore». Ci sarà un rimanente (48:20-21), ma se ci sono empi in Israele, saranno puniti come gli altri uomini. — Prima l’esecuzione del giudizio sull’idolatria, il Cristo è introdotto (fine del capitolo 44).

3.2 Capitoli 49-57

Controversia di Dio con i Giudei a causa del rigettamento del Suo Figlio.

- Nel capitolo 49 il Signore ha scelto Israele come soggetto della Sua testimonianza (v. 1-3). «Ma io», dice Cristo (v. 4), i Giudei non mi hanno voluto. Egli prende il posto d’Israele, ch’era colui nel quale il Signore voleva glorificarsi, ma che rigetta il Cristo; perciò questi lo sostituirà e così Dio sarà glorificato.
- Il capitolo 50 ci parla del divorzio d’Israele, frutto del rigettamento di Cristo. — Geova era venuto. Egli non aveva cessato d’essere il Signore, quantunque fosse divenuto un povero uomo umile, per fare la volontà di Dio.
- Nel capitolo 51 riprende le Sue vie con Israele, e ciò che v’è di notevole in questo capitolo è la costante progressione nel suo linguaggio. Il versetto 1 ci parla di coloro che procacciano la giustizia e che cercano il Signore, i quali compongono il residuo. Nel versetto 4 c’è progresso. — Dio li chiama di nuovo Suo popolo. Al versetto 7 essi non solo procacciano la giustizia, la sanno ciò che è. Nel versetto 9 Israele dice: «Risvegliati, risvegliati,... braccio del Signore!» confessando in tal modo ch’esso è al’ultimo grado dell’abbassamento. Nel versetto 17 il Signore prende la causa d’Israele in mano, e dice: Risvegliati tu, Gerusalemme.
- Nel capitolo 52 troviamo un terzo «Risvegliati»; in questi due capitoli abbiamo così il progresso d’un residuo, piccolissimo in origine, ma che va fino alla gloria milleniale di Sion. Al versetto 13 di questo capitolo troviamo il Cristo.
- Nei capitoli 53 e 54 i Giudei riconoscono d’averlo disprezzato. È il loro pentimento che noi, cristiani, abbiamo anticipato. Allora Egli godrà del lavoro dell’anima Sua e ne sarà soddisfatto.
- Poi Cristo essendo stato mostrato nel Suo rigettamento e nelle Sue sofferenze, i capitoli 55-57 indirizzano un appello a tutti (comprese le nazioni) onde credano in Lui. Anche questa sesta parte termina con le parole: «Non c’è pace per gli empi, dice il Signore» (57:21).

3.3 Capitoli 58-66

- Capitoli 58-60. Benedizione d’Israele negli ultimi giorni, accompagnata dal giudizio del male nel mezzo di esso, ma con la promessa di un’intiera liberazione. Nei capitoli 59 e 60 abbiamo lo sviluppo della benedizione terrestre. Quando c’è nessuno per liberare, Egli si leva in giudizio (59:17) per il bene d’Israele.
- Capitoli da 61 a 63:6. Presentazione di Cristo in modo ampio e sviluppato. Il capitolo comincia con la Sua umiliazione, poi omette tutto il periodo della Chiesa, ed alla fine giunge alla Sua venuta in gloria. Nel capitolo 62 Dio si rallegra benedicendo Israele; e nel capitolo 63:1-6 vediamo il giudizio speciale dei malvagi nella terra dell’Idumea (Edom, Bosra), giudizio che sarà la liberazione del popolo.
- Capitoli da 63:7 a 64. Preghiera del profeta o del residuo, affinché il Signore intervenga in questo modo.
- Capitolo 65. Dio risponde parlando dell’Evangelo annunziato alle nazioni, dopo che venne rifiutato da Israele. Il versetto 13 distingue nettamente un residuo che riconosce il Signore, ed assicura che i Suoi servi entreranno nella piena benedizione millenniale. La parola «servo» è una chiave per la seconda parte d’Isaia: Israele è stato stabilito per essere servo di Dio; Cristo lo sostituisce come tale; ed infine il rimanente diviene esso i «servi».
- Il capitolo 66 continua a parlare del residuo. È in vista di esso che il terribile giudizio finale cade sui Giudei infedeli e su tutte le nazioni idolatre. I fedeli d’infra i Giudei saranno ricondotti, mentre i ribelli saranno nella geenna, in perpetua abbominazione.




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