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Battezzati nella potenza dello Spirito Santo

(Atti 1 e 2)

John Nelson Darby

Il Messaggero Cristiano, novembre 1977



[Riunione a Ginevra, 7 novembre 1848]
 

Indice:
  1. Il racconto del battesimo in Atti 1 e 2 2. Il battesimo dello Spirito Santo annunciato da Giovanni Battista 3. Lo Spirito Santo annunciato da Gesù (Giovanni 14-16) 4. Battezzati per essere un unico corpo (1 Corinzi 12)


Vorrei, a proposito di questi versetti, esporre brevemente la rivelazione che Dio ci ha dato circa la venuta dello Spirito Santo e la sua presenza come Consolatore.

1. Il racconto del battesimo in Atti 1 e 2

L’ordine delle cose è notevole in questo inizio del libro degli Atti.

Prima c’è Gesù risuscitato che per i quaranta giorni, nei quali è stato visto dai suoi discepoli, parla loro delle cose che riguardano il regno di Dio. Dopo la risurrezione, così come prima, il Signore parlò e agì per lo Spirito. E noi pure avremo ancora lo Spirito con noi dopo la nostra risurrezione, come l’abbiamo dimorante in noi mentre siamo quaggiù. Questo ci fa capire la capacità di godimento e di servizio che avremo nel cielo. Lo Spirito Santo, che fa dei nostri corpi sulla terra un tempio per sé, ne farà uno anche del nostro corpo glorificato nel cielo. Oggi tiene a freno e «crocifigge» questa carne che ci ostacola; allora sarà un’energia divina per farci godere di tutto ciò che si trova nel cielo.

Fino a un certo punto egli ci dà questo già fin d’ora; in fondo, Mosè ed Elia nella gloria, pur avendo una più grande intelligenza delle cose, parlano della stessa Persona della quale siamo occupati noi oggi. La sorgente è la stessa. Ora la forza dello Spirito Santo è dispensata nel combattimento, mentre nel cielo lo sarà per la nostra gioia e la nostra adorazione.

Gesù annunzia ai discepoli l’inizio, per loro, di una posizione nuova: riceverebbero, entro non molti giorni, il battesimo dello Spirito Santo. Egli mette da parte la speranza dell’instaurazione del regno per Israele, sebbene dovrà avvenire al tempo stabilito, e dice: «Riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi»; una potenza per rendere testimonianza: «e mi sarete testimoni» (Atti 1:8).

Il fondamento della loro testimonianza è questo fatto nuovo: Gesù elevato in cielo.

Tutto cambia per loro. Gli angeli annunziano che Colui che è stato tolto da loro e assunto in cielo verrà «nella medesima maniera» con cui è stato visto andare. I loro pensieri erano stati, fin allora, occupati del regno reso a Israele. Ora avevano la potenza dello Spirito e la rivelazione del ritorno futuro del Signore come manifestazione pubblica. Lo Spirito Santo doveva dar loro la forza di testimoniare mentre attendevano quella manifestazione gloriosa.

2. Il battesimo dello Spirito Santo annunciato da Giovanni Battista

Vediamo, a grandi linee, i principali effetti di questa presenza dello Spirito Santo come ci sono rivelati dal principio, cioè dalla testimonianza di Giovanni Battista che preannunziava il «battesimo dello Spirito Santo» (Giovanni 1:33; Luca 3:16).

Se un uomo si pente, è un effetto della grazia divina, è l’opera dello Spirito Santo. Questo era vero anche per quelli che avevano creduto alla Parola predicata da Giovanni Battista, il quale annunziava la venuta di uno più grande di lui, uno che avrebbe battezzato con lo Spirito Santo e col fuoco.

Ma quando la redenzione è stata compiuta e Gesù ha comprato un popolo di riscattati per Dio, Dio manda il suo Spirito per testimoniare che quelli che costituiscono questo popolo gli sono graditi. «Or colui che con voi ci fortifica in Cristo e che ci ha unti, è Dio; egli ci ha pure segnati con il proprio sigillo e ha messo la caparra dello Spirito nei nostri cuori» (2 Corinzi 1:22). Dio li ha come innestati in Cristo, ne ha fatto dei suoi membri, unti, suggellati da lui stesso; nei loro cuori, «la caparra» dello Spirito produce la gioia di una tale posizione, ci dà l’intelligenza delle cose divine e ci consente di entrare in esse.

C’è anche il fuoco che è il giudizio secondo la santità di Dio (*). Le lingue di fuoco che vediamo al capitolo 2 scendere sugli apostoli rappresentano il giudizio della carne esercitato dallo Spirito per mezzo della Parola.

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(*) Il battesimo col fuoco di cui parla Giovanni Battista (Matteo 3:11 e Luca 3:16) è proprio il giudizio di Cristo alla fine dei tempi.
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Tale è il battesimo annunciato da Giovanni come la prerogativa di Gesù. Egli ha compiuto la redenzione; ha il diritto di giudicare; e poiché egli stesso ha portato il giudizio del suo popolo, ha il diritto di battezzare i suoi e di dare il suo Spirito Santo perché godano di tutto quello che gli ha acquistato.

3. Lo Spirito Santo annunciato da Gesù (Giovanni 14-16)

Lo Spirito Santo è anche la «promessa del Padre», e diviene nel credente uno Spirito d’adozione, di gioiosa relazione col Padre. «Io pregherò il Padre — ; dice Gesù — ; ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre» (Giovanni 14:16). Il Padre invia lo Spirito in virtù dell’intercessione di Gesù. Il Padre era in Cristo; Dio non può dimorare in un uomo, come Gesù, senza essere una stessa cosa con Lui. Filippo avrebbe dovuto sapere questo (Giovanni 14:9). Avrebbe anche dovuto sapere che lui, Filippo, era una stessa cosa con Gesù; ma lo Spirito non era ancora stato dato, e i discepoli avevano una grande ignoranza. Sarebbe venuto, però, e i discepoli se ne sarebbero resi conto dal fatto che sarebbe entrato in loro. «Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi» (Giovanni 14:17). Prima conoscerete la mia persona: «Conoscerete che io sono nel Padre mio», poi anche che voi siete «in me e io in voi» (Giovanni 14:20).

Siamo così portati al sentimento della nostra unione con Gesù, il Capo nel cielo, e questo è una sorgente di gioia sicura, tranquilla, immutabile. Ecco lo Spirito Consolatore. Se lo contristiamo avremo tristezza, ma una tristezza in vista di separarci dal mondo. Lo Spirito rende testimonianza che questo Figlio dell’Uomo rigettato dal mondo è alla destra di Dio e che io, credente, sono una stessa cosa con Colui che il mondo ha rigettato.

Siamo noi sempre consapevoli d’essere uno con Gesù, che la redenzione ci ha messi in questa posizione, che ne godiamo perché Dio ci ha stabiliti in Cristo come membra del suo corpo, una con Lui nel cielo? La nostra fede posa su questo fondamento? Il nostro cuore è giudicato, praticamente, da questa verità? Sapremo discernere il vero cammino solo se l’abbiamo afferrata nella semplicità della fede. Si è perduti se si cerca di sondarla con l’intelligenza umana; ma possederla per grazia e serbarla è la sorgente della nostra felicità. Questo mi fa vergogna, a volte. L’immensità di questo privilegio mi giudica perché non vivo alla sua altezza. Ma che solidità dà alla mia pace!

In Giovanni 15:26-27 abbiamo un altro lato. Gesù dichiara che manderà il Consolatore dal Padre perché renda testimonianza a lui. Ci mette, cioè, in relazione con Lui. È Gesù che lo manda, Gesù che ha tutti i diritti del Padre, Gesù a cui il Padre ha confidato ogni cosa, ha dato lo Spirito Santo alla Chiesa. Verrà il tempo in cui prenderà in mano il suo grande potere e agirà da re; e ciò avverrà quando Satana sarà legato e gettato nell’abisso. Adesso il male c’è, e lo Spirito è mandato nei suoi perché, per mezzo loro, la sua potenza agisca in mezzo al male. È questa potenza dello Spirito che ci dà l’energia di lottare contro al male, poiché Egli è più forte di colui che è nel mondo (1 Giovanni 4:4).

Se mi sento debole, eccomi umiliato e afflitto perché, pur avendo lo Spirito più forte di Satana, mi sono lasciato tentare. Quanto più è grande il privilegio, tanto più grande è la mia vergogna.

Giovanni 16:7, ci presenta lo Spirito Santo che viene ai discepoli in un mondo condannato. Non è «la legge» che imputa ai malvagi certi peccati; la presenza dello Spirito mostra il grande peccato che condanna il mondo intero: «Tutto il mondo giace sotto il potere del maligno» (1 Giovanni 5:19) e noi, sebbene lasciati nel mondo, «sappiamo che siamo da Dio». Perché? Perché siamo da Cristo. Infatti, il mondo l’ha rigettato e ha perseguitato i suoi discepoli; ma Dio ha manifestato la sua giustizia nel fatto che Cristo è stato risuscitato, che è salito al Padre, che il mondo non lo vede più.

In mezzo a un simile mondo, lo Spirito Santo è costituito guida dei credenti (Giovanni 16:13-14). «Egli vi guiderà in tutta la verità». È la sua funzione continua: farci capire le cose del cielo. Il Figlio possiede tutto ciò che appartiene al Padre, e lo Spirito comunica ai credenti ciò che è di Gesù, mettendo a loro disposizione le cose del cielo. Se non facciamo progressi è colpa nostra, colpa degli affari, della leggerezza, dell’orgoglio, dell’egoismo. Eppure, com’è grande l’amore di Dio! Lo Spirito Santo ci è dato, il Padre l’ha mandato, Cristo l’ha dato da parte del Padre. E ancora, egli ci comunica ciò che appartiene al Figlio perché sono cose che appartengono al Padre. Meravigliosa catena, il cui punto di partenza è l’amore stesso di Dio!

4. Battezzati per essere un unico corpo (1 Corinzi 12)

Desidero ancora attirare l’attenzione su un effetto del battesimo dello Spirito Santo di cui ci parla 1 Corinzi 12: l’unione dei credenti fra di loro. «Infatti noi tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un unico corpo» (1 Corinzi 12:13). Questo corpo esiste sulla terra per la potenza dell’unico Spirito. Egli abita personalmente quaggiù. Egli anima il solo corpo: i doni, i miracoli, etc. ne sono la prova. Egli raduna i santi per formare la sposa di Gesù. Tutti gli affetti e le relazioni dei figli di Dio dipendono da questa preziosa verità. Noi formiamo il corpo di Cristo: la nostra vita è la sua. Quando Egli lascerà il trono del Padre, la nostra parte sarà di essere con Lui, simili a Lui. Quando Egli sarà manifestato anche noi saremo manifestati con Lui. Cristo è nascosto, io sono nascosto; Cristo è manifestato, io sono manifestato; noi saremo sempre con Lui. È più grande la gioia di appartenere a Cristo, che quella di essere manifestati in gloria. Per una regina è più bello essere sposa del re che comparire nel corteo come la sua sposa.

Il fatto di essere un solo corpo ha una grande importanza pratica. Per esempio, in Efesini 4:25 leggiamo: «Bandita la menzogna, ognuno dica la verità al suo prossimo perché siamo membra gli uni degli altri». Mentire al fratello è come mentire a se stesso. È il pensiero di questo legame meraviglioso che deve regolare tutti i nostri pensieri e il nostro comportamento. Non è un immenso privilegio di avere un tale legame fra gli uni e gli altri?

Che i nostri sentimenti siano nutriti dallo Spirito Santo e fondati sulla verità. La consapevolezza che per mezzo di lui siamo uniti a Cristo stesso, ce lo fa conoscere e amare più intimamente. Ci insegni Dio a rendergli grazie per il suo dono ineffabile, e ci faccia comprendere la grandezza e la sicurezza del favore nel quale ci ha posti.




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