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Piccolo commentario del Nuovo Testamento

Epistola di Giuda

Jean Koechlin

Indice:
   Giuda v.1    Giuda v.14

Giuda

Versetti da 1 a 13

Una tromba può suonare per il piacere di quelli che l’ascoltano, ma capita che debba suonare per incitare a dei combattimenti. A Giuda sarebbe piaciuto intrat­tenere i suoi fratelli su argomenti più edificanti. Ma pur­troppo, davanti ai progressi del male che s’insinuava già tra i fedeli, il suo servizio, vero grido d’allarme, si limita ad esortarli a combattere per la verità, a qualsia­si costo. Quanti figli di Dio vi sono ai quali è necessa­rio ricordare ancora e sempre l’ABC della verità cristia­na, mentre lo Spirito vorrebbe occuparli con benedizioni più elevate (Ebrei 5:12). «Voi che avete da tempo co­nosciuto tutto...». Abbiamo fatto qualche progresso o, al contrario, siamo indietreggiati dal momento della no­stra conversione?

Come la seconda epistola di Pietro, quella di Giu­da si serve di solenni esempi dell’Antico Testamento per dipingerci l’apostasia morale degli ultimi giorni. Due tratti la caratterizzano: l’abbandono della grazia, volta in dissolutezza, e il disprezzo dell’autorità in tutte le sue forme (2 Pietro 2:10,11). Oggi, quest’ultima tendenza è ormai diffusa nelle famiglie, nelle scuole, nella vita sociale e professionale. Ma come potrà un figlio che non è sottomesso ai suoi genitori accettare più tardi l’autorità del Signore?




Giuda

Versetti da 14 a 25

Bisogna arrivare al penultimo libro della Bibbia per apprendere ciò che Dio aveva rivelato in occasione del diluvio e di cui la Genesi non parla. La profezia di Enoc contempla il Signore che torna coi suoi santi per il giudizio degli empi! Tutti i peccatori renderanno conto allora di tutte le loro opere e di tutte le loro parole di provocazione, senza dimenticare i loro mormorii; poiché queste persone sono «mormoratori, querimoniosi...» (1 Corinzi 10:10). Questo prova che l’empietà e la soddisfazione delle concupiscenze non rendono felici! Stiamo attenti a non essere anche noi degli ingrati, scontenti della parte che il Signore ci ha dato. «Ma voi, diletti...». In mezzo ai peggiori sviluppi del male, esiste sempre una linea di condotta per il fedele: edificazione reciproca, preghiera, attesa del Signore, cure fraterne. Lo Spirito Santo, Dio Padre, e il nostro Signore Gesù Cristo sono nominati insieme come per assicurarci che, dal lato divino, nulla può mancarci (v. 20,21). Se inciampiamo (v. 24), dobbiamo prendercela solo con noi. Se anche siamo «custoditi» da Gesù Cristo (v. 1; Giovanni 6:39), dobbiamo noi stessi conservarci nell’amor di Dio (v. 21). Gustiamo fin da ora questo «giubilo» e rendiamo al nostro Dio Salvatore l’omaggio e l’adorazione.




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