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Il grande Modello

Il Messaggero Cristiano - Il Buon Seme (23/06/2004)


 
«Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio... spogliò (o meglio: annientò) se stesso, prendendo forma di servo (oppure schiavo)... Trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce.» Filippesi 2:58

Qual è il grande rimedio divino contro la gelosia, l'orgoglio, l'egoismo? in una parola, contro l'io sotto tutte le sue detestabili manifestazioni? L'autore ispirato dell'epistola ai Filippesi ci presenta l'annientamento del Figlio di Dio, poi lo spirito di rinuncia, di umiltà, di ubbidienza di Gesù Cristo diventato uomo.

Egli era colui che possedeva ogni potenza nell'universo. La maestà divina gli apparteneva. Per mezzo di lui, tutte le cose sono state create e sussistono. È un tale Dio che è venuto in questo mondo come un uomo povero, come il servitore per eccellenza. Le volpi avevano delle tane e gli uccelli dei nidi, diceva il Signore, ma lui, il Creatore, non aveva una casa propria, non un luogo dove riposare il capo (Luca 9:58).

Egli non smise mai di cercare il bene degli uomini: lavorò per loro, pianse con loro, li istruì. Non fece mai nulla per il suo profitto personale. Tutta la sua vita fu una rinuncia totale. Onorando le Scritture che rendevano testimonianza di lui in anticipo, si abbassò fino a prendere l'ultimo posto fra gli esseri umani. Fu disprezzato, umiliato fino alla fine, pur senza cessare mai di fare la volontà del suo Dio.

Lo Spirito Santo ci invita a vederlo vivere e a udirlo parlare negli Evangeli e vuole "trasformarci nella sua stessa immagine" (2 Corinzi 3:18).