BibbiaWeb
Home  Novità  La Bibbia  Studi biblici  Indice per autore  Indice per soggetto  Soggetti dettagliati

La ricezione occasionale... e i suoi limiti

Arend Remmers

Indice:
  1. La non applicabilità della ricezione dei "visitatori" 2. Disprezzare le chiese 3. Il corpo di Cristo oppure un circolo di radunamenti? 4. Annullare le separazioni necessarie?

 
 
Secondo le Scritture, un’assemblea locale ha la libertà e il dovere di ricevere [per la frazione del pane] i visitatori che lo desiderano, se soddisfano i seguenti requisiti:

  1. se sono membri del corpo di Cristo (1 Corinzi 10:17)
  2. se sono puri nel loro cammino (1 Corinzi 5:9-13)
  3. se sono puri nella dottrina (2 Giovanni 10-11)
  4. se sono puri nelle loro associazioni (2 Timoteo 2:21)

Però, alcuni hanno cercato di giustificare che, su questa base, non c’è nessun problema nel ricevere un fratello o una sorella che era in comunione con noi, ma che ha lasciato il terreno del radunamento, perché abbia dovuto ritirarsi o separarsi dalla sua adunanza o perché la sua adunanza abbia dovuto separarsi da questo credente. Lo scopo di quest’articolo è di mostrare perché questo ragionamento non è conforme alla Bibbia, e quale è il modo di ristorazione per questo credente.

1. La non applicabilità della ricezione dei "visitatori"

In numerose assemblee, credenti che camminavano con noi, ma che adesso sono separati da noi perché si sono allontanati nella dottrina o nella pratica, sono stati ricevuti per la frazione del pane. La giustificazione data è che i fratelli hanno sempre ricevuto i credenti come visitatori se lo desiderano e se soddisfano le quattro condizioni sopraccitate. Se si tratta della ricezione di visitatori ignoranti [sulle questioni del radunamento], questo è completamente giusto. Ma fratelli come J.N. Darby e W. Kelly [che sono sovente citati per avere praticato ricezioni occasionali,] hanno ben spiegato che bisogna considerare altre importanti condizioni che sottolineano che in questi casi eccezionali i visitatori siano realmente dei credenti semplici, che non hanno nessuna conoscenza del terreno del radunamento secondo le Scritture. Oggi queste condizioni, purtroppo, sono spesso dimenticate da quelli che promuovono la «ricezione occasionale», oppure non sono menzionate.

Vorrei rapidamente menzionarli, qui ancora, per completezza:

  1. Come abbiamo già scritto, secondo le Scritture, un’assemblea locale ha la libertà e il dovere di ricevere per la frazione del pane i visitatori che lo desiderano, se soddisfano i requisiti già citati.
  2. È necessario di istruire questi credenti sull’argomento del terreno biblico del radunamento.
  3. Il visitatore che è stato così ricevuto non può, in seguito, «alternare» tra la «sua chiesa» e il terreno biblico del radunamento, perché dopo la sua ricezione, è soggetto alla disciplina dall’assemblea (*).

_____________________
(*) Per approfondire l’argomento, vedere:

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Tutto questo mostra che la pratica di questi fratelli, nel XIX° secolo, non era una ricezione speciale o una ricezione diversa da quella che l’assemblea pratica, secondo la Bibbia, quando un giovane credente si avvicina della Tavola del Signore. Il visitatore ricevuto è sotto la disciplina dell’assemblea, come gli altri fratelli e sorelle che sono riuniti nel nome del Signore. Dalle Scritture non può essere dedotto nessun altro tipo di ricezione, anche se questo apparirebbe, per la carne, accettabile o una prova d’amore fraterno. Tuttavia, nei casi che consideriamo, non si tratta di «visitatori ignoranti», ma di credenti che conoscono il terreno scritturale del radunamento e che l’anno lasciato, oppure, in altre parole, che si sono separati da noi per ragioni conosciute (ovviamente ci sono delle eccezioni).

2. Disprezzare le chiese

Normalmente le separazioni che ci sono state nelle diverse assemblee sono state precedute da un lungo periodo di difficoltà e da molte conversazioni. Nel caso in cui quelli che hanno cambiato opinione sulla frazione del pane e sui rapporti tra assemblee sono finalmente andati via, oppure nel caso in cui un’assemblea ha dovuto separarsi da loro, è impossibile, secondo le Scritture, — che chiaramente insegnano l’unità dell’assemblea e della sua testimonianza [cioè della sua espressione visibile] — che qualcuno che è separato da noi in questo modo sia allora ricevuto per la frazione del pane altrove, senza che la relazione sia ristorata con l’adunanza da dove proviene.

Manifestamente, in questi casi di separazione, una sorta di disciplina ha avuto luogo. È vero, i credenti che adesso sono separati da noi non sono stati esclusi, ma almeno una comunicazione al loro riguardo è stata fatta all’assemblea locale, e in molti casi, una lettera è anche stata scritta, constatando che e perché questi credenti non sono più in comunione con noi. Se una tale persona — senza che sia trattato il problema con il suo radunamento — è ricevuta per la frazione del pane altrove, si diventa colpevole dei seguenti errori:

  1. Si agisce contro «l’unità dello Spirito nel vincolo della pace», perché si dimentica il radunamento locale da cui il credente è separato (Efesini 4:3). Nello stesso modo, qualcuno che si è «ritirato» non può essere ricevuto per la frazione del pane in un altro luogo. Se qualcuno lascia un’assemblea, lascia tutte le assemblee (eccetto quando il radunamento che lascia è su un terreno falso, ma questo è un’altra cosa).
  2. Si crede che si dovrebbe mostrare l’amore verso quello che ha lasciato il radunamento, ma facendo così, non mostriamo affatto l’amore verso il radunamento (o i radunamenti) che ha lasciato e con cui siamo in comunione. Questo tipo d’amore è completamente contro le Sante Scritture. «Il Signore vi faccia crescere e abbondare in amore gli uni verso gli altri e verso tutti, come anche noi abbondiamo verso di voi» (1 Tessalonicesi 3:12).
  3. Si diventa colpevole supportando l’assenza di sincerità e di dirittura nell’assemblea di Dio: questo si applica verso quello che crede di aver il diritto di rompere il pane in un’altra assemblea allorché ha lasciato il proprio radunamento, allo stesso modo si applica anche all’assemblea che riceve questo credente, perché non vede nessun problema nel ricevere qualcuno che ha lasciato il terreno del radunamento.
  4. Eventualmente si può partecipare all’insegnamento, alla pratica e alle associazioni false di questo credente. (1 Timoteo 5:22).

È stato rimproverato a quelli che non sono d’accordo di rendersi colpevole di tutto questo, di aggiungere una quinta — non scritturale — condizione per la ricezione per la frazione del pane (vedere sopra), cioè: «una persona non può essere ricevuta se è separata recentemente da noi». Questo è completamente fuori luogo, per due ragioni. In primo luogo, non si tratta di ricevere visitatori ignoranti. In secondo luogo, è dimenticare che qualcuno che si è recentemente separato da noi non può essere semplicemente ammesso alla frazione del pane in una qualunque assemblea, ma solamente nella sua assemblea locale, o se non è possibile, in un’assemblea in armonia spirituale con quest’assemblea locale.

3. Il corpo di Cristo oppure un circolo di radunamenti?

Sovente, per ricevere quelli che sono sotto la disciplina o che si sono ritirati altrove, si sente questa argomentazione: «Vediamo primieramente il corpo di Cristo e non un circolo di radunamenti». Infatti questo è un illegittimo compromesso tra l’unità del corpo e la conservazione dell’unità dello Spirito. Non dobbiamo opporre questi due lati distinti della stessa verità. Il corpo di Cristo e la sua unità sono i risultati della grazia di Dio, dell’opera redentrice di Cristo, e del battesimo con lo Spirito (1 Corinzi 12; Efesini 1-3; ecc.). D’altro canto, la conservazione dell’unità dello Spirito nel vincolo della pace (Efesini 4:3), cioè la questione di mostrare l’unità che Dio ha fatta, fa parte, nella vita pratica dell’assemblea, del dominio della responsabilità dei membri del corpo di Cristo. L’insieme (*) di quelli che conservano l’unità dello Spirito non è più — almeno dal momento dell’esclusione menzionata in 1 Corinzi 5 — identico con il corpo di Cristo.

_____________________
(*) Ogni tanto chiamato «circolo». Ma questa parola non è veramente soddisfacente. Nota di BibbiaWeb.
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

La storia della Chiesa dimostra che la cristianità non si è concentrata sulla questione del mantenimento dell’unità dello Spirito. Neanche tutti i veri credenti aspirano a questo. Però ci sono ancora oggi fratelli e sorelle che hanno questo desiderio. La conservazione dell’unità dello Spirito è inestricabilmente legata alla separazione da tutti i tipi di male, compresi l’assenza di dirittura e l’agire nell’indipendenza rispetto agli altri radunamenti (oppure perfino l’azione contro un radunamento) (1 Corinzi 5:22; 2 Timoteo 2:19-22).

Un avvertimento su questo è dato da Paolo quando scrive a proposito delle lettere di raccomandazione, necessarie fin dai giorni dell’apostolo (2 Corinzi 3:1). Il valore d’una lettera di raccomandazione è dato da quelli che la firmano. Se colui che ha firmato non è conosciuto, allora la lettera non ha più nessun valore. Quindi queste lettere sono la prova del declino, ma mostrano che anche in tempo di declino e di separazione, è possibile mostrare un’unità spirituale, non soltanto localmente, ma anche in un ambito più largo. Pertanto, un «circolo di radunamenti» che si conoscono tra loro è inevitabile, ma anche indispensabile, altrimenti non ci sarebbe motivo di scrivere lettere di raccomandazione. Questo non implica automaticamente che fuori di questo circolo, non ci siano altri credenti che, nella semplicità, desiderano essere fedeli. Se queste persone vengono in un «nostro» radunamento, con il desiderio di rompere il pane, allora questo è possibile se sono rispettate alcune condizioni (vedere sopra: §1. sulla ricezione di visitatori). Ma applicare questo ai credenti che hanno lasciato il cammino conosciuto è, nella luce di questi fatti, inconcepibile.

4. Annullare le separazioni necessarie?

Praticare la ricezione di quelli che sono separati da noi darebbe l’impressione che questa separazione dai nuovi e indipendenti principi (*) non era né necessaria né giustificata. Il fatto che, in certi luoghi, delle azioni senza saggezza hanno avuto luogo, è un motivo d’umiliazione profonda, ma questo non altera né la giustezza del principio né la necessità (**) della separazione. Temporanee ricezioni di credenti da cui siamo separati danno l’impressione che si cerca lentamente di cambiare direzione. Si dovrebbe considerare che, così facendo, finiremo, sempre di più, per identificarci con il cammino di questi credenti.

_____________________
(*) Specialmente, il falso insegnamento che le assemblee locali sono indipendenti dalle altre, quindi agiscono solamente per loro stesse e non anche per e in nome di tutta la chiesa di Dio (questo implicherebbe che le assemblee non siano legate, prima facie, dalla disciplina esercitata da un’altra assemblea — in contraddizione con Matteo 18:18).
(**) Il punto di vista «aperto e indipendente» sulla chiesa è un’imitazione della verità dell’assemblea di Dio sulla terra — un’imitazione estremamente astuta, ma carnale e quindi attraente per la carne.

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

I credenti da cui siamo separati non possono più rompere il pane con noi di nuovo? Il desiderio di ogni credente diritto che ama i suoi fratelli dovrebbe essere che queste tristi — ma necessarie — separazioni siano risolte in un modo che piace a Dio. Però il cammino indicato dalle Scritture non è la ricezione di questi credenti come visitatori in altri luoghi, ma piuttosto il cordoglio e il ritorno nelle proprie assemblee locali.

Che il Signore ci conduca nella Sua grazia e per la Sua Parola nella dirittura e il vero amore fraterno finché Egli non ritorna per unirci a tutti quelli che sono Suoi nella gloria della casa del Padre.




BibbiaWeb
Home  Novità  La Bibbia  Studi biblici  Indice per autore  Indice per soggetto  Soggetti dettagliati