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Il serpente di rame

(Numeri 21:4-9)

Autore anonimo

Il Dispensatore, 1887

 
«E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna.» (Giovanni 3:14-15)
 

Dio aveva promesso agli Israeliti la terra di Canaan, una terra fertile, ricca d’olivi e di vigne, dove scorrono il latte e il miele. Per entrarvi, dovevano traversare un arido deserto, e quantunque Dio provvedesse ai loro bisogni durante il tragitto, essi mormoravano contro di Lui e giunsero fino a sprezzare le benedizioni di cui li colmava. Per punirli della loro ingratitudine, il Signore mandò loro dei serpenti velenosi che morsero il popolo, di modo che ne morirono un gran numero. Gli Israeliti pentitisi, vennero a Mosè, il conduttore che Dio aveva loro dato, gli confessarono il peccato che avevano commesso mormorando e lo pregarono d’intercedere per essi, affinché fossero liberati dai serpenti. Mosè dunque pregò per il popolo, ed il Signore gli disse: «Forgiati un serpente velenoso, (simile ad uno di quelli che hanno morso il popolo) e mettilo sopra un’asta: chiunque sarà morso, se lo guarderà, restera in vita» (Numeri 21:8).

Lettore, chiunque tu sia, tu sei precisamente nello stesso stato dell’Israelita che era stato morso dai serpenti velenosi. Il peccato abita in te, e tu soffri per la sua morsicatura. Ricco o povero, giovane o vecchio, rispettato od avvilito, tu sei peccatore; dentro di te vi sono gli effetti della morsicatura del peccato e di Satana, e questi effetti sono: la morte. Il veleno agisce nel tuo cuore, il quale, come dice la Parola di Dio, è «insanabilmente maligno»; tu non puoi guarirti da te stesso; non puoi, in nessun modo, evitare la morte, che è la conseguenza del peccato che abita in te. Tutta la scienza dei medici non può allontanarla, e quantunque tu avessi tutte le ricchezze della terra, non potresti impegnarla a tenersi da te lontana; anzi, mentre stai leggendo queste parole, tu ti avvicini sempre più ad essa. E perché ti è ordinato, come pure a tutti gli uomini, di morire una volta, se non per il motivo che «tutti hanno peccato?» — Tale è dunque il tuo stato: il veleno del peccato agisce in te, forse nel silenzio ed in segreto, ma continuamente e con efficacia; e l’effetto di questo lavorio è la morte.

Or, come il serpente di rame fu innalzato sopra un’asta, onde i poveri Israeliti moribondi potessero fissare i loro sguardi su di esso e guarire, così Gesù è stato innalzato sulla croce, affinché chiunque crede in Lui, abbia la vita eterna. Per essere guarito, l’Israelita non aveva che a guardare, e tu non hai che a credere. Forse mi dirai: «Com’è possibile che la semplice fede in Gesù mi salvi dai miei peccati? — Io non lo capisco». Gli Israeliti avrebbero potuto tenere lo stesso linguaggio; avrebbero potuto dire a Mosè. «Com’è possibile che la vista di questo serpente di rame ci guarisca dalle nostre dolorose piaghe?» Ma quale sarebbe stata la risposta del servitore di Dio? — «Riguardate soltanto, — credete alla mia parola, o meglio alla parola del vostro Dio. Gettate unicamente- un debole sguardo su questo serpente, uno sguardo morente, e voi vivrete. Ah! se voi sentiste i dolori di quel veleno che cola nelle vostre vene, se voi conosceste le terribili agonie della morte che segue questa terribile morsicatura, voi cessereste di ragionare, e credereste che quanto vi dico è vero, anche perché voi stessi desidererete che ciò sia, poiché vorreste essere salvati». Tale sarebbe stato il linguaggio di Mosè, ed è in tal modo che anch’io vorrei risponderti, lettore. Credi soltanto ciò che Dio dice. «Chi crede nel Figlio ha vita eterna» (Giovanni 3:36). Tu perisci! — Dio ti presenta il rimedio. La domanda che ti fa, di credere e d’essere salvato, non è semplicissima? — Non sono io che parlo, ma è Dio stesso; non è il mio messaggio di salvezza, ma è quello di Dio. Egli sa che tu non puoi salvarti; sa che tutte le tue preghiere, tutte le tue lacrime non possono cancellare un solo peccato; e sa che, a meno che essi non siano tutti lavati, tutti perdonati e cancellati, tu non potrai sfuggire alle giuste conseguenze del peccato, — la morte eterna. Dio, dunque, nel Suo immenso amore, fa dipendere la salvezza dell’uomo dall’opera di Gesù, e non da ciò che può fare il peccatore, o, per meglio dire, da ciò che non può fare.

Guarda a Gesù; credi che Dio ha fatto peccato Colui che non ha conosciuto il peccato; credi che il suo scopo, venendo quaggiù in somiglianza di carne di peccato era quello di salvarci; che il motivo pel quale ha sofferto la croce, era di glorificare Dio, portando il peccato ed il Suo terribile castigo, per la salvezza del peccatore. Getta su di Lui lo sguardo della fede, e tu sarai salvato. Se l’Israelita credeva alle parole di Mosè, guardava il serpente per lontano che fosse; e quantunque i suoi occhi fossero già offuscati dall’approssimarsi della morte, e rallentato il suo respiro, s’egli gettava uno sguardo sul serpente, bastava per guarire; si rilevava vivente, e, per così dire, come un nuovo uomo. Il veleno del serpente ardente perdeva la sua forza; e colui che, un momento prima, era sul punto di perdere la vita, ricuperava istantaneamente il vigore e la salute, divenendo capace di camminare e di combattere i combattimenti del Signore. Così sarà di te, se tu getti un semplice sguardo su Gesù, uno sguardo di fede, mettendo in Lui ed in ciò che ha fatto per l’anima tua, una piena fiducia, come quella d’un bambino verso suo padre: — se tu credi la testimonianza di Dio intorno al Suo Figlio, tu sei eternamente riscattato, eternamente salvato; non c’è più condannazione per te; no, ma la vita, la gioia, la pace, la gloria saranno la tua eredità! (Romani 8).

Forse mi dirai: Come posso io sapere se ho il diritto di riguardare così a Gesù? Sono stato un grande peccatore: non debbo emendarmi prima di sperare il Suo perdono? Non debbo menare una vita più santa prima d’osare di confidarmi in Lui e credere che i miei peccati sono perdonati? — Ed io alla mia volta ti domanderò: Per chi fu elevato il serpente di rame? Chi aveva il diritto di fissare gli occhi su di esso e di ricevere pronta guarigione? Non era forse il povero Israelita che periva, perché era stato morso? Non era forse perché si sentiva a morire che egli aveva il diritto di guardare al serpente? — Non era per lui solo che il serpente era stato innalzato? E Mosè gli diceva forse di tentare la guarigione da sè stesso prima di riguardarlo? Non era forse riguardandolo che egli vi trovava la guarigione? Così avviene per te, i tuoi stessi peccati sono il tuo titolo per guardare verso Gesù, e l’unico tuo diritto alla salvezza che c’è in Gesù è il fatto che tu perisci. Se tu senti che i tuoi peccati sono numerosi, che ti sono come un pesante fardello, non perderti d’animo, abbi fiducia nel tuo cuore! Il Salvatore è venuto appunto per coloro che sono come te; se tu sei perduto, sappi che Gesù è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto. Sono i peccatori, coloro che periscono, che hanno bisogno d’un Salvatore; ed Egli è il loro amico: è per essi che ha lasciato la gloria, ed è per essi che ha versato il Suo sangue. Guarda dunque a Lui perché sei un peccatore, e sii persuaso che i tuoi peccati sono un titolo per essere da Lui accolto. Che la tua miseria sia ciò che ti fa ricevere la Sua pace, e ti convinca che è un titolo alla Sua gloria. Coloro che sono sani non hanno bisogno di medico, ma gli ammalati. Credi tu che un uomo gravemente ammalato direbbe: aspetterò di essere meglio per prendere la medicina che deve guarirmi? — o perderebbe egli il tempo a discutere col medico sulla natura della medicina che gli presenta? No; se lo si assicura che un tale rimedio gli sarà salutare, lo afferrerà con trasporto, e lo berrà, fino all’ultima goccia con speranza e fiducia. Desiderando ardentemente d’essere sollevato dalle sue sofferenze, scaccierebbe ogni dubbio e prenderebbe con avidità ciò che gli farebbe nascere la speranza d’essere guarito.

Quindi se tu senti d’essere perduto e desideri d’essere salvato, non perdere il tempo in vane discussioni e ragionamenti, o a cercare di perfezionarti; ma prendi, prendi subito il rimedio efficace, il rimedio perfetto per eccellenza: credi!, — confidati nell’opera di Gesù. Il Suo sangue prezioso purifica da ogni peccato; e la salvezza eterna ti è offerta gratuitamente. Credi soltanto che questo sangue ha la forza di guarire e di purificare; credi che esso è stato versato ed offerto a Dio in sacrificio per i peccati, per sempre! (Ebrei 9:26-28 e 10:12,14) — e tutto è compiuto — tu sei salvato!

«Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna.» (Giovanni 3:16).




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